30.12.13

LEVESÈ #1

Sebbene boccheggi in un mare di ignoranza e pigrizia ricordo di aver sempre tentato invano di darmi un certo tono negli anni collaborando a vari siti di recensioni filmiche fino a quando mi sono resa conto che c'avevo l'ansia da prestazione e che per stendere due righe ci impiegavo tre ore e che insomma: ok Cristina ti piace perdere tempo scribacchiando ma impiegare 5 giorni per una recensione ecco no. Non sei nata per questo mestiere tanto entusiasmante, rinuncia.

Tuttavia le rubriche mi stanno simpatiche perché tocca impegnarmi ad essere ordinata e puntuale e dato che in fondo qua si parla di ciò che mi piace ho detto: perché no? Tentiamo nuovamente di darci un tono buttando tempo in una rubrichina in cui sparo qualche stronzata sulle mie presunte avventure kulturali.
Zero pretese, zero opinioni sensate, zero ansia da prestazione.

Breve digressione sul nome: come ogni rubrica che si rispetti anche questa deve avere il suo nome. Inizialmente avevo pensato ad un uber banale "un libro, un film, un album" sì ok interessZZZ...
Poi ho pensato ad un nannimorettiano "leggo libri, vedo film, sento muZZZZ...
Insomma: leggo/vedo/sento ristretto nell'acronimo LVS che però mi ricorda il FLDSMDFR e allora ci ho aggiunto delle simpatiche vocali (LEVESE! BLAH!) accentate: LEVESÈ figo dai, ora andiamo a dormire che sono stanca.



 Un LIBRO ovviamente a tema natalizio: Uno stupido angelo di Christopher Moore.
Divertente, scatenato, fuori da ogni regola. Il copione perfetto per qualche film comico americano, una di quelle pellicole sceme e fracassone che ti obbligano a rilassarti e rifilare in un angolo quell'immancabile puzzetta sotto il naso da snob intellettuale che tenti di essere.
In poco più di 200 pagine si possono trovare: un angelo ritardato, un pipistrello della frutta, un'ex attrice di B movies con problemi di personalità e un Babbo Natale zombie EVVIVA!
Aggiungo immagini esplicative dell'avvertenza dell'autore e del titolo di un capitolo a caso.

 Ok con i FILM parto già male, non mi ci sto dedicando molto ultimamente e per discolparmi butto la responsabilità addosso a questa abitudine imperante del mondo televisivo (non italiano chiaramente) di sfornare serie tv davvero eccezionali.
Tipo il magnifico Les Revenants.
Francese, delicato, mai banale, ambientazioni ed atmosfere vagamente lynchiane (sì ok vabè l'ho detto KABOOM) e con un incedere così lento ed inesorabile nei colpi di scena e nelle evoluzioni che le 8 puntate della prima stagione si divorano così, come un tenero zombie si divorerebbe un cervello.
Una sorta di disintossicazione verso tutto questo triste ed attuale modo di fare cinema abituato a mostrare senza mai saper narrare.
I morti sono tornati e non si capisce bene che cazzo vogliono. Smanio per la seconda stagione.

 È ormai chiaro che i lati positivi di Les Revenants sono parecchi ma non notare le MUSICHE è cosa praticamente impossibile.
Quindi non stupisce più di tanto scoprire come fautori della colonna sonora i Mogwai che, grazie a questa collaborazione, realizzano un album che è davvero un gioiellino.
Nel campo musicale non ho mai molto da dire: un po' come chiunque è una costante fissa della giornata e, appunto per questo, ci dedico meno attenzione rispetto che a libri e film.