Nonostante io sia praticamente fuori tempo massimo, trovo davvero irrinunciabile parlare della collezione Céline per questa stagione in corso.
Il punto è che se questo blog parlerà di ciò che piace a me, e di conseguenza parlerà anche di moda che piace a me (ovvero non ciò che indosso io che sono la presenza più anonima del creato!), trovo nello scrivere dell’autunno inverno 2013-14 di Céline il mezzo migliore per dilungarmi in una qualche sorta di "presentazione generale".
In sostanza è che questa collezione di Céline non è solo perfetta per tanti e troppi motivi di estetica e concetto: rappresenta per me la collezione giusta al momento giusto, quella che non-so-bene-come riesce a sublimare ciò che amo percepire nel design in questi ultimi anni.
Quella cosa così macchinosamente spontanea del “Keep it simple”, delle forme geometriche semplici, del minimalismo che giustifica le assenze, del luminoso equilibro d’insieme, del bianco su bianco su avorio su grigio su cipria su navy su oddio che importa: sarà sempre ok.
Sono felicemente bloccata in questo universo monocolore, bloccata nel termine “minimal” che utilizzo col contagocce perché - per coerenza - non ne vorrei mai abusare, nelle strutture contemporanee ricche di pulizia e respiro, nel rigore austero che però non si fa asettico ma resta femminile, elaborato ma leggibile e sensuale.
Onestamente a volte mi piacerebbe capire quanto senso critico ci sto mettendo e quanto invece io non sia stata plagiata dalla natura extraterrestre di qualche blogger a caso ma cazzo (a parte l’infelice uso di pelle e pelliccia) è tutto perfetto.
Colpo di grazia:
- Le impraticabili borse piramidali da portare sottobraccio (love aesthetics did it!)
- Quei fantastici gioielli in pieno stile hardware store (love aesthetics did it again!)
- Lo spiccare, in mezzo alle candide tinte unite, dell’unica fantasia plaid che non mi dà noia (lov..NO Marc Jacobs did it!)
photo: Style.com
music: Walk On By - Isaac Hayes

















