17.2.14

LEVESÈ #2

Secondo appuntamento della rubrica più cazzara del creato.
Mi tocca ammettere che inizialmente me l'ero immaginato un appuntamento mensile ma se stiamo parlando di una serie di post a zero pretese, pretendere che abbia pure una cadenza specifica è un controsenso bello e buono.


 Come LIBRO propongo un bel nulla. Non perché non ne abbia letti ma quelli portati a termine, per esempio Expo 58 del buon Coe, non mi hanno particolarmente soddisfatto e onestamente preferisco impiegare il mio tempo mal gestito per parlare di cose che mi piacciono e che consiglierei, non il contrario.
Quindi la risolvo così: il libro è un fumetto e precisamente Pyongyang di Guy Delisle, riletto in occasione di una micro-collaborazione-super-occasionale con Visceralmente, blog collettivo creato dal consorte della sottoscritta.
Dato che erano tutti in botta con il tema della Nord Corea ho trovato carino portare il mio contributo quindi rimando al mio piccolo intervento nel post in questione e tanti saluti. (update: il blog nel frattempo è muerto, mi sa che porto sfiga).

 Il FILM lo si vede al cinema. Dopo molti mesi in cui non mettevo piede in sala (penso di essere fra i pochi che ancora non ha recuperato La grande bellezza e The Wolf of Wall Street) ne ho approfittato per andare a vedere Dallas Buyers Club
Genericamente non amo molto queste pellicole così commedia/tragedia, così "So proprio un tipo impegnato" e "Massì dai lasciamolo a finale aperto che tanto è tratto da una storia vera e quindi si sa già come va a finire".
Ecco questi film da pianti e sorrisi che ti ammiccano e ti dicono "Hey, lo so di essere bello! Lo so che almeno un premiuccino smilzo e inutile sicuramente qualcuno me lo appioppa",  insomma a me ‘sti film stanno un po' sul cazzo.
HIV, anni '80 e denuncia sociale: ti piace vincere facile? OVVIAMENTE.
E ovviamente la sottoscritta ha lacrimato e tirato su con il naso come mai avrebbe voluto fare.

In più questo genere di film hanno dalla loro la malvagia capacità di tirare fuori il meglio dagli attori protagonisti che tramutano l'insieme da “Ok sì dai, bel film!” a “Esticazzi è fantastico! Necessito di pagare un altro biglietto e rivedermelo immediatamente”.
Non che il lungo, ossuto e baffuto Matthew McConaughey dopo Killer Joe dovesse darmi ulteriore prova di quanto sia bravo anche se qui seriamente c'è da fargli tanto di cowboyesco cappello, fosse almeno per la maxi dieta.
Per non parlare dell’ottimo Jared Leto a cui, in conclusione, mi sento in dovere di inviare un sentito messaggio:
”Caro Jared, 
sei un attore seriamente in gamba e sei bello sempre, anche quando fai il ruolo del transessuale malato di AIDS quindi ti prego piantala di fare il cantante cane, fatti vestire da uno stylist decente e focalizzati unicamente sul talento che Dio ha avuto la bontà di donarti. 
Spero mi ascolterai perché ci tengo molto.
Con affetto,
 Cristina”.

 Termino il delirio con il reparto MUSICA decisamente di qualità, anche se poco vario.
A fine dicembre infatti avevo messo come top album la ost di Les Revenants dei Mogwai che, il mese successivo, mi propongono il bis e mi rapiscono letteralmente con il loro nuovo, meraviglioso album Rave Tapes
Dico solo che io con Remurdered ci sono ancora sotto dopo boh, quasi 50 giorni? Che dire? BRAVI!