24.6.15

LEVESÈ #4

Prima di iniziare: ho scritto un botto, mannaggia a me.
Rieccomi qui con l'ormai rodato tentativo di darmi un tono. Sono mediamente soddisfatta di come procede questa rubrichina, si tratta sempre di titoli ai miei occhi validi e forse non è una cosa così scontata. Il punto è che vedo troppa gente insistere su libri noiosi, serie che non decollano, film brutti, solita musica e io insomma detesto perdere tempo con la roba brutta (e puntualizzo: non parlo di opere impegnative che è diverso ma di opere ai miei occhi sciape, innocue, che finiscono come partono e il giorno dopo già non ricordi più). 

Cioè già perdo tempo a lavorare che di base è roba brutta e poi ci sono volte in cui devo sopportare gente con cui magari vedo un film e non è che sempre si decide in base al mio insindacabile giudizio e io vorrei ma insomma si impuntano su 'sta cosa della democrazia e poi è un casino, però con gli anni un po' ho imparato ad intuire quasi subito se ciò che sto leggendo/vedendo fa per me oppure no.

Il mese di maggio ho avuto la fortuna di imbattermi in argomenti a cui tengo particolarmente. È come beccare per caso un vestito che ti piace e in più ti calza a pennello, senza la necessità di nessuna modifica, senza alcun "bello però il colore sai..": tutto perfetto, giusto, su misura. Sono piccoli miracoli.



 Il LIBRO è L'orologiaio miope di Lisa Signorile di cui, se si vuole un assaggino per capire il genere, si può leggere il blog.
L'orologiaio miope parla di animali strani, natura e matterìe varie rivolgendosi però ai semplici curiosi che di scienza seria non ne sanno assolutamente un cazzo ma perdono tempo a disturbare i coleotteri nei boschi, intasare la relativa bacheca di Pinterest o inaugurare bestiari su blog solitari parlando di lepidotteri ECCOMI QUA! CIAO! YEA!
Non trattandosi di un romanzo, e quindi non essendoci una vera e propria storia, in certi punti ho dovuto (io che non sono propriamente un genio) mettermi d'impegno, fermarmi a far areare il criceto nel cervello e googlare ste bestie che, di media, l'evoluzione non ha reso graziose. 
Ma le difficoltà incontrate, compresa quella di superare il capitolo parassiti senza grattarmi come un'indemoniata, mi hanno dato l'ovvia soddisfazione di aver assorbito e imparato cose per me parecchio esaltanti.

Tento di limitarmi e ne elenco solo dieci:
1: Il Vampyroteuthis non riesce a sopravvivere che in uno dei posti più merdosi ed inospitali del globo, come se io fossi adattata a dormire su un'asse piena di chiodi ma se mi mettono in un caldo e profumato lettino muoio.
2: C'è un roditore nudo che è bruttissimo ma è miracoloso ed invincibile e io gli voglio bene e non lo userei mai per gli esperimenti.
3: Siamo una razza giovane e come tale curiosa ma purtroppo, come ogni adolescente da prendere a sberle, anche molto casinista, autodistruttiva e irrispettosa.
4: Il concetto di minimal è stato in realtà sviluppato da quegli emo dei Picnogonidi.
5: Brutto: non conforme al gusto estetico umano. Molto molto brutto: semplicemente alieno.
6: La maggior parte dei maschi dopo l'accoppiamento è inutile e può pure morire.
7: Quando il vostro datore di lavoro pretende elasticità regalategli una colonia di zecche.
8: Tutti gli scienzati, compresa l'autrice, sono molto nerd. Come spiegare la differenza fra parassitoide e parassita? Semplice: il mostro di Alien è un parassitoide, il diavolo dell’Esorcista un parassita. Chiaro no?
9: Il proteo non conosce il concetto di vecchiaia, beato lui.
10: Voglio anche io le droghe assunte da chi ha elaborato la teoria della panspermia.
10bis: Questo mondo è il vero mondo delle meraviglie, Lewis Carroll e la sua Alice possono pure farmi una pippa.

 Oltre agli animali e alle relative realtà curiose, un'altra "materia" che mi appassiona, e da cui anzi posso dire di essere stata cresciuta, è il cinema horror quindi a questo giro il FILM è un horror ed è Babadook
Nonostante l'horror sia relegato dai più sotto l'etichetta di roba "di genere" quindi "No dai, mica è cinema serio" dal mio punto di vista l'ho sempre reputato lo specchio perfetto con cui raccontare in maniera più o meno popolare paure sociali, disagi umani, mostruose realtà, lati perturbanti, tabù complessi. Do you know Romero? Carpenter?
Non tutto il cinema horror gira su questi binari ovviamente ma Babadook sì. Babadook non è semplicemente un film sul babau e sulle possessioni ma è soprattutto un film sulla femminilità, la maternità, la solitudine, i sensi di colpa. 
Su tematiche che il mondo - limortacci al patriarcato - non ha l'empatia necessaria per comprendere o che pretende perfetto, roseo, l'apice della gioia di ogni donna.
Sei diventata madre, tuo figlio è magicamente diventato il senso di tutta la tua vita quindi tranqui che le difficoltà, pure se stai depressa, poi passano.
Beate voi che ci nate tutte con l'istinto materno o altrimenti vi confluisce dall'alto appena vi ingravidiamo, per gli uomini è molto più difficile.
Ma quale madre sana di mente penserebbe mai per un microsecondo di liberarsi di suo figlio? Con tutte le donne che vorrebbero essere madri e non possono..non te lo meritavi proprio un bambino.
Depressione post partum? Ah voi donne, sempre coi vostri ormoni. Buona eh niente scleri. Trova qualcuno con cui scopare che ti passa e blah blah blaaaah.
Vabè ma in sostanza è un horror: fa paura sì o no? Assolutamente sì, bisogna prepararsi che a luglio esce al cinema. Io già mi sfrego le manine.

 Sto passando ore cercando di trasmettere quanto mi esaltino le bestie strane e gli horror angoscianti quindi la MUSICA leviamocela alla svelta as usual: ho scoperto per caso questi Allah-Las e il loro album omonimo è delizioso, easy, rilassante. 
Non so come né perché alcuni momenti mi ricordino alla lontana certi album dei Brian Jonestown Massacre, così giusto per spararla grossa, ma comunque lo trovo ottimo. 
Nulla di impegnativo ma belle suggestioni, tipo Ela Navega fa venire voglia di ballare in giro per casa in mutande, con le finestre aperte, una sigaretta fra le labbra e un calice di prosecco ad ondeggiare in mano.