Alexandra Verschueren nasce ad Anversa e, come è giusto e scontato che sia quando abiti ad Anversa e vuoi diventare una fashion designer con le palle, frequenta il fantomatico dipartimento di moda dell'Accademia Reale di Belle Arti. Sì proprio quella da cui uscirono i fantomatici Sei di Anversa negli anni '80 e altra gente figa, l'equazione penso sia inevitabile.
Già durante gli studi il suo talento le permette collaborazioni a New York presso gente da niente come Proenza Schouler e Derek Lam fino a quando nel 2009 finisce gli studi presentando la sua collezione "Medium".
Una collezione che, oltre ad essere incredibile, le farà vincere il Grand Prix du Jury al Festival d’Hyères e grazie al quale avrà l'opportunità di lanciare la sua linea personale nel settembre del 2011.
Ora non so in quanti sappiano quanto interesse possono suscitare i progetti di tesi dei fashion designer emergenti: l'esperienza ovviamente conta (come può non contare un curriculum che include Derek Lam?) ma trovo che sia grazie alla tesi finale che le antenne del fashionz system si drizzano alla ricerca dei "nuovi volti": lo studente presenta solo sé stesso e lo deve fare in maniera perfetta e fulminante. Deve essere palese, al meglio, al 200%.
E per quel che mi riguarda la Verschueren ci è riuscita alla grande.
Medium è una collezione che si ispira alla carta, alla sua versatilità e alle diverse tecniche con la quale questa viene manipolata: dall'arte dell'origami e kirigami giapponesi fino ai collage e le composizioni del fotografo Thomas Demand.
Rigore sartoriale, silhouette architettoniche e pattern effetto 3D vengono giocati per lasciare spazio anche ad un estro ludico e geniale come nelle fighissime giacche effetto pop up, assolutamente le mie preferite.
Ne risulta una collezione ampia e complessa, frutto di una mentalità progettuale audace unita ad un'impressionante padronanza della tecnica sartoriale.










